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Davide DPA: La poesia di strada per me

Davide DPA: La poesia di strada per me

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Parlare di “Poesia di Strada” non è così facile come potrebbe sembrare, soprattutto per chi, come me, è cresciuto insieme all’evoluzione vera e propria del concetto di “Poesia di Strada”. Trovo sia più semplice suddividerla in due momenti principali, uniti da un unico filo rosso:

  • IERI: Con questa fase mi riferisco all’inizio del mio percorso, quando “Poesia di Strada” è stato il motore che ha dato vita alla mia evoluzione personale, permettendomi di scavare dentro me stesso per conoscermi e conoscere il mondo. Con il tempo poi, mi sono resto conto che scrivere un mio testo in strada significava entrare a far parte di una cultura che concepisce la strada stessa come fonte d’ispirazione. La poesia è stata per me la chiave che mi ha permesso di accedere a questo tipo di cultura. Una volta dentro questo mondo, è iniziato per me un percorso di sperimentazione personale, che mi ha portato tavolta ad allontanarmi anche dal concetto di “poesia” in senso stretto del termine.
  • OGGI: Guardando ad oggi, il concetto di “Poesia di Strada” è sicuramente cambiato rispetto a quello di dieci anni fa, non tanto per un discorso di pratiche, quanto più per una questione d’incontri. Per me oggi “Poesia di Strada” significa famiglia, fratelli e sorelle sparsi in tutta Italia e non solo. L’essersi trovati, riconosciuti e aver costruito nel corso degli anni un rapporto speciale e ricco di iniziative, per quanto mi riguarda, ha cambiato il modo di vedere e affrontare il domani.

Ma qual è il filo rosso che collega ieri a oggi? 

Chiaramente, sempre la Poesia.

Questo perché il tempo e la costanza hanno trasformato una passione in lavoro. Ciò comporta sicuramente delle responsabilità, poiché quando un ente, un’istituzione o qualunque altro tipo di commitente richiede un intervento, bisogna avere la capacità di filtrare i propri contenuti per adeguarsi alle situazioni. Lo stesso discorso non è applicabile alla poesia di strada pura – quella realizzata senza autorizzazione -, che ti permette di essere te stesso e di esprimerti col tuo modo di scrivere: sincero, tagliente, duro, goffo o dolce se necessario.

Per me, l’inizio di questo percorso resta saldo all’oggi: un pennello, un testo ed un muro,

Senza filtri.